Fiori e nuvole

Finalmente un anno dopo averne tanto parlato è giunto il giorno della spedizione a Pian Perduto, una piana, come dice il nome, perduta tra i monti, nascosta nel cuore dell’Italia centrale. Una sorta di Shangri-La che si stende ai piedi di Castelluccio di Norcia e che i più si ricordano di invadere verso la fine di giugno quando sbocciano i colori della natura. Fortunatamente per il resto dell’anno questo angolo incontaminato rimane solo nel suo splendido isolamento.
Giornata magnifica: cielo azzurro, nuvole, fiori. Insomma, a farla breve, colori . Vento teso che si porta appresso le nuvole primaverili, innocue, quasi oniriche; di quelle che a terra disegnano macchie scure creando giochi di ombre e luci esaltate dal giallo acceso dei campi in fiore.
Dovevamo essere in tre: io, Gianluca e Vincenzo con le rispettive macchine fotografiche a sfidarci a colpi di immagini, ma si è aggiunta Anna. Una a cui non manca certo il coraggio visto che ha saputo destreggiarsi fra tre forsennati della foto che forse le hanno concesso poche attenzioni. E lei si è mossa sui prati della piana leggera e silenziosa come le nuvole che si rincorrevano sulle nostre teste.
Colori, dicevo. I gialli accesi e freschi della lenticchia, fiori viola, l’arancione delle vele, i verdi delle colline intorno, l’azzurro del cielo, il rosso dei capelli di Anna instancabili nel vento. E poi la luce pulita e fresca. E ancora quei monti a circondare la piana, che la nascondono e la proteggono: paesaggio quasi surreale, perché non hai la percezione delle distanze e allora le luci e le ombre che vi si distendono sopra ti lasciano pensare subito a luoghi lontani, alle distese sconfinate dell’Asia centrale. I cavalli fanno il resto: se non sei mai stato in Mongolia, puoi permetterti di immaginare che d’un tratto compaia all’orizzonte la cavalleria di Genghiz Khan.
Invece la “cavalleria” a due e quattro ruote ci riporta subito alla realtà delle truppe di gitanti domenicali che prendono d’assalto Castelluccio, presto travolto e conquistato da nugoli di questi lontani discendenti di Tamerlano: come secoli addietro nulla resiste all’orda famelica, tanto meno ristoranti, trattorie, taverne e bar. Pacifici camper si trasformano in improvvisate mangiatoie per turisti. Forse anche le case private hanno subito l’onta di tanta barbarie!
Per fortuna decidiamo di puntare verso più tranquilli deschi per poi riprendere le nostre scorrerie al piano: ancora luci, ombre, immagini fuggenti, immagini studiate, roteare di obiettivi. Anna si rannicchia in angolo della prateria, i suoi pensieri si diluiscono nel vento veloce. Altri, furtivi, inseguono i cavalli nel tentativo di rubare loro immagini ravvicinate: ombre della savana.
Quando riprendiamo la strada del ritorno passa del tempo prima che si cominci a parlare di nuovo: sopraffatti dalle immagini del giorno che si accavallano come le nuvole, si fa fatica a mettere in ordine le idee. Poi qualcuno racconta una storia iniziata negli anni dell’infanzia. Il vento ci ha portati lontano…grazie di tutto.
2 Responses to “Fiori e nuvole”
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Gianluca on luglio 15th, 2010
Il vento ci ha portato lontano
a noi che abbiamo occhi per l’estate
ed un cuore per tutte le stagioni.
Lo stesso vento ci ha riunito
ha dato senso al nostro tempo
ha portato visioni, parametri, certezze
ci ha semplicemente consegnato
il riflesso di noi stessi.
Bravo Danilo
g
luciachiari on febbraio 3rd, 2011
ma questa sono foto bellissime! sono da manifesto da far girare in tutto il mondo. da far calendari, minimo…. complimenti